Friday 18 May 2012
  • Vertu, leader nel mercato della telefonia di lusso, aggiunge un tocco femminile e glamour al proprio smartphone touch screen, il Constellation, dando vita a Constellation Candy. servizi esclusivi dedicati al mondo fashion e lifestyle che ti permettono di vivere esperienze uniche come vivere una giornata VIP nella boutique di Stella McCarney a Londra o partecipare alle sfilate di Milano, NY e Parigi.
  • L’attenzione di Carlo Pignatelli, famosa azienda internazionale leader nella produzione di abiti e accessori da cerimonia, è sempre rivolta agli sposi ed è proprio per loro che è stata realizzata la nuova collezione fedi e gemelli 2012: una collezione di grande eleganza e raffinatezza che rispecchia perfettamente lo stile e il gusto inconfondibile di Carlo Pignatelli, testimone del fashion style italiano.

  • Il Fano Yacht Festival, il Salone Nautico dell’Adriatico, inaugurerà la sua ottava edizione il 10 Maggio esibendo fino al 13 maggio lo spettacolo esclusivo della Nautica Italiana con i principali brand del mercato: saranno ben 65 gli espositori con un parco espositivo di altrettante imbarcazioni di cui 55 in acqua con i principali marchi del mercato attuale tra nuovo e usato.

  • Dal 19 al 27 maggio Milano ospita la quarta edizione di “Milano Food Week”, promossa da Food Tank insieme agli organizzatori degli eventi in calendario, per una primavera molto gustosa per tutti gli appassionati di food e wine: una nove giorni ancora più ricchi rispetto alla scorsa edizione, che coinvolgeranno oltre 200 tra locali, ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie e food shop.
  • Forme femminili e moderne, linee innovative e dettagli ricercati sono le principali caratteristiche che contraddistinguono la nuova collezione A/I di Tod’s Donna, una collezione che esprime ai massimi livelli tutta la qualità del brand: le nuove proposte riguardano le scarpe, con modelli la cui lavorazione richiede una competenza  impeccabile, le borse, dove esalteranno modelli completamenti inediti e le miky bag, caratterizzate da un design originale e innovativo.

Edward Hopper. Una biografia intima per una mostra pubblica
Posted in Arte | Wednesday 25 November 2009

I diari della moglie dell'artista, trascritti e commentati da Gail Levin, in un libro fondamentale per capire la grande retrospettiva di Milano. Provate a visitare la grande mostra retrospettiva del pittore Edward Hopper (1882-1967) che resterà aperta fino al 31 gennaio a Palazzo Reale di Milano, dopo aver letto i diari della moglie Jo, trascritti e commentati da Gail Levin nella monumentale monografia “Edward Hopper. Biografia intima".  

Ritroverete in quei dipinti il senso della poesia metafisica, dell’attesa, l’enigma degli spazi e delle scene semideserte, luoghi abitati da personaggi avvolti in un velo di silenziosa inquietudine, proprio come silenziosa e inquieta nello stesso tempo, fu la vita dell’artista americano vista e narrata con gli occhi della moglie Jo Nivison Hopper.

Al pari di Edward, anche Jo aveva studiato pittura con Robert Henri alla New York School of Art e a partire dal periodo del corteggiamento, i due si occuparono d’arte insieme, utilizzando lo stesso studio o lavorando nelle stesse località. Quando lui soffriva del blocco del pittore, come accadeva spesso, lei lo incitava all’azione iniziando a dipingere per prima. Condividevano la routine quotidiana, leggevano e commentavano gli stessi libri, spettacoli, film, scambiandosi billets doux in francese. “L’opera è l’uomo. Le cose non nascono dal nulla”, dichiarò Hopper a Katharine Kuh in un’intervista rilasciata nel 1960. Egli sapeva che sua moglie Jo stava scrivendo un diario, dal momento che lei stessa non ne faceva un segreto, ma lui, non tenendone in gran conto, la punzecchiava, ricordandole una citazione di Valery tratta dai brani su “Baudelaire e Stendhal”: “gli autori di confessioni o memorie sono invariabilmente mossi dal desiderio di stupire; e noi siamo i creduloni di quei creduloni”.

I diari di Jo furono ritrovati dentro una vecchia scatola di metallo e sotto forma di racconto offrono brani lunghi e spesso noiosi sulla vita quotidiana, fatta di litigi e riconciliazioni, inframmezzata dalla progettazione o l’esecuzione di un dipinto da lei definiti come, “crisi emotive”. I fatti descritti da Jo hanno trovato sempre conferma e tutt’oggi restano l’unica fonte biografica attendibile sulla vita dell’artista. Quando Hopper mori nel 1967, Jo non poté far nulla contro le ultime volontà del marito di lasciare tutte le opere (trentamila dipinti!) al Whitney Museum of Modern Art alle quali, come ultimo atto d’amore, aggiunse anche le proprie.
fonte: corriere.it


 
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