Thursday 24 May 2012
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L'indomabile fascino dei diamanti
Posted in Luxury Protagonist | Wednesday 03 November 2010

Dalle sensuali dive del cinema ai più potenti sovrani del mondo,
queste gemme hanno sedotto donne e uomini, segnando la storia dell’umanità e intrecciandosi con amori, guerre, misteri e leggende.
di Roberta Vanore

Eterno, raro e puro. Il diamante, il più nobile fra le pietre preziose, vanta una storia lunga e affascinante che risale alla nascita del nostro pianeta. L’etimologia del termine deriva dal greco "adamas" (indomabile, invincibile, tenace) e "diaphanes" (trasparente). Il tempo e l’usura infatti non riescono a scalfire questi durissimi e luminosi minerali di carbonio: «un diamante è per sempre» recita la celebre frase di De Beers. Diventati il simbolo stesso della perfezione, questi cristalli - dall’incredibile rarità, bellezza e valore commerciale - sono ambiti e ricercati dalle più prestigiose Maison del mondo (Cartier, Bulgari, Tiffany), impiegati per creare gioielli esclusivi, emblemi di uno stile di vita dedito al bello e al lusso raffinato. Le proprietà intrinseche e le emozioni che sono in grado di suscitare rendono i brillanti sinonimo di fascino, seduzione e potere.
 
I diamanti delle dive del cinema
   Il mito del diamante deve molto al cinema e alle sue dive. Il sodalizio tra cinematografia e gioielli ha radici lontane e sono molte le attrici - da Marilyn Monroe a Sofia Loren - rimaste ammaliate dallo sfavillante luccichio di questi preziosi orpelli. Una linea sottile unisce infatti diamanti e star hollywoodiane in un connubio in cui gli uni e gli altri si impreziosiscono a vicenda: rari ed esclusivi i primi; splendide e irraggiungibili le seconde. Nell’immaginario collettivo i gioielli "privati" delle celebrità (anelli di fidanzamento e fedi nuziali) si confondono con quelli "cinematografici". Sono molti i film in cui i diamanti sono protagonisti: da quelli di 007 a "Indiana Jones"; da "Caccia al ladro" di Alfred Hitchcock a "Topkapi"; da "La pantera rosa" a "La stella del sud". Il nome di alcune dive è poi indissolubilmente legato a queste gemme, a partire dalla sensualissima Marilyn Monroe che appare spesso ricoperta di brillanti: emblematiche le pellicole "Come sposare un milionario" (1953) e "Gli uomini preferiscono le bionde" (1953), dove l’attrice interpreta una donna avida di denaro che sfrutta il suo fascino per sposare un uomo facoltoso. Indimenticabile la scena in cui la diva, fasciata da uno splendido abito rosa, indossa collana, orecchini e bracciali di diamanti mentre canta "Diamonds are the best girls’ friends" (I diamanti sono i migliori amici delle donne). Le preziose gemme hanno però scandito anche importanti momenti della vita personale dell’attrice che li indossa in occasione del trentacinquesimo compleanno di John Fitzgerald Kennedy, e li riceve come pegno d’amore nel 1954 dal campione di baseball italo-americano Joe Di Maggio, che per il loro matrimonio le regala un anello di platino e diamanti stimato tra i 30 e i 50mila dollari, successivamente venduto all’asta per 700mila dollari. Un’altra star del cinema sedotta dal fascino adamantino è Audrey Hepburn, protagonista di "Colazione da Tiffany" (1961), film, in cui, peraltro, i gioielli non compaiono mai, né indosso all’attrice né nella vetrina della gioielleria, rimanendo evocati come sogni assenti. Sono invece presenti in "Vacanze romane": qui la Hepburn, nel ruolo di una principessa, indossa i gioielli della corona. L’attrice riappare ingioiellata anche in "My Fair Lady", dove un pigmalione la trasforma da fioraia a donna di classe. È però Grace Kelly la celebrità che più ha indossato diamanti e preziosi sia sul set che nella vita privata. Miliardaria derubata in "Caccia al ladro" (1955) a fianco di Kary Grant, la diva sfoggia un appariscente collier tempestato di brillanti. Nel 1956 l’attrice lascia il cinema per sposare il principe Ranieri III di Monaco da cui riceve uno splendido solitario e i sontuosi diamanti da regina, indossati in occasione delle nozze. Elisabeth Taylor invece colleziona mariti e gioielli. Il produttore Mike Todd, terzo marito, le regala un famoso diadema di brillanti. Richard Burton le dona uno dei più bei gioielli del mondo: il "Cartier" (quasi 70 carati) acquistato dall’attore per un milione e 50mila dollari. Dopo il divorzio, nel ‘79, il diamante - ribattezzato "Taylor-Burton" - è stato rivenduto dalla Taylor e ora si trova in Arabia Saudita. I brillanti dell’attrice hanno illuminato molti set cinematografici: dal raffinato solitario ne "La gatta sul tetto che scotta" (1958) al girocollo di diamanti in "Alto tradimento", fino all’enorme anello con solitario esibito da Liz ne "La scogliera dei desideri" (1968); mentre, durante le riprese de "La bisbetica domata" (1967), Franco Zeffirelli regala alla diva dagli occhi viola un braccialetto del Settecento tempestato di brillanti e acquistato da Bulgari.



I diamanti e i personaggi storici
   La bellezza inossidabile dei diamanti non ha ammaliato soltanto le dive, ma ha sedotto anche gli uomini: re, imperatori, monarchi e celebri gioiellieri internazionali. I gioielli della corona d’Inghilterra, ad esempio, vantano pietre leggendarie come il "Koh-i-Noor" (Montagna di luce) e il "Cullinan" (dal nome del fondatore della miniera in sud Africa in cui è stato estratto nel 1905). La pietra - il più grande diamante trovato (3106,75 carati) - è stata poi divisa in nove gemme: il "Cullinan I" e il "Cullinan II" sono andati alla corona d’Inghilterra, mentre le parti minori sono andate in pagamento al tagliatore di Amsterdam, Joseph Asscher.
   Anche Napoleone, incoronato imperatore dei francesi, non seppe resistere alla tentazione della luminosa gemma e fece incastonare il "Régent", come portafortuna, nel pomo della sua spada.
   Alla fine dell’800 il gioielliere e commerciante di diamanti Tiffany comprò, a 18mila dollari, un diamante di grande taglio (128,51 carati) ed enorme valore, che battezzò con il suo nome. Nel 1983 il valore commerciale del "Tiffany" raggiunse la cifra colossale di 12 milioni di dollari.

Leggende e maledizioni
   La favolosa storia dei diamanti è legata anche a misteri, leggende, maledizioni e tragedie. Il bagliore di queste gemme ha spesso "accecato" uomini bramosi di ricchezze: il risultato sono state guerre, furti e delitti. Questi affascinanti e misteriosi gioielli sono stati infatti protagonisti di amori esaltanti ma anche di crimini efferati. Le leggende che li riguardano sono costellate da malefici influssi, a partire dal "Koh-i-Noor", che per secoli compare e riappare portando con sé, ad ogni apparizione, una disgrazia. In questa pietra sono state identificate le origini del male: «Chi possiederà questo diamante dominerà il mondo, ma avrà dolori, dispiaceri e disgrazie. Soltanto un dio o una donna potranno adornarsi di questa gemma senza malefici».
   Ai diamanti tuttavia sono associate anche proprietà positive. Fin dall’antichità gli sono attribuite capacità seduttive mentre nell’antica Roma è considerato un talismano dagli influssi protettivi, a condizione che la pietra donata non appartenesse prima a nessun altro. Oggi il brillante (impiegato soprattutto negli anelli di fidanzamento e nelle fedi nuziali) è considerato "pietra della riconciliazione", simbolo di purezza, amore eterno, saggezza e forza d’animo.

Diamanti famosi
   I più celebri diamanti naturali esistenti si distinguono per la loro grandezza, come il "Cullinan" o il "Golden Jubilee"; per colori particolari, come il "Moussaieff Rosso"; oppure per la storia, spesso leggendaria e legata ai personaggi che li hanno posseduti, come il "Fiorentino", il "Koh-i-Noor" (Montagna di luce) o l’"Etoile d’Este" (o "Stella degli Estensi"). Il "Koh-i-Noor" - 186 carati prima del taglio e una leggenda che risale a oltre 700 anni fa - appartiene alla collezione della corona inglese ed è custodito nella torre di Londra. Dal 1990 l’India lo reclama invano come proprio patrimonio storico. Secondo la leggenda infatti il diamante è stato trovato in India accanto al neonato principe Karna, figlio del dio Sole, ed è poi stato incastonato nella statua del tempio di Shiva come terzo occhio. L’"Etoile d’Este" (26,16 carati) è uno dei diamanti più straordinari che la storia ricordi: la gemma, d’origine indiana, giunta in Europa è appartenuta agli Estensi di Ferrara e Modena, prima di passare agli Asburgo. Nel 1950 è stata acquistata da re Farouk d’Egitto - audace giocatore d’azzardo - e durante l’esilio del sovrano la pietra è scomparsa, forse persa a poker o alla roulette di un casinò. Il più grande diamante grezzo del mondo (620 carati) è invece il "Sefadu", tenuto allo stato naturale dal proprietario, Lazare Kaplan, celebre diamantiere statunitense.

La storia del diamante
   Il diamante è un minerale trasparente composto da atomi di carbonio puro cristallizzati 2,5 miliardi di anni fa, grazie alle alte temperature e pressioni esistenti nelle viscere della terra. Gli antichi Greci credevano che i diamanti fossero lacrime degli dei, per i Romani erano frammenti di stelle, mentre per Indiani erano amuleti portafortuna contro malattie e forze del male. Non si conosce il primo diamante estratto, sicuramente però proveniva dall’India: fino al 1720 infatti questa nazione è stata l’unica fonte delle gemme, importate in tutta Europa dai sovrani occidentali. Successivamente si scoprirono giacimenti anche in Brasile e in Sud Africa, dove tuttora si trovano le principali miniere (oltre a quelle in Tanzania, Sierra Leone, Angola, Venezuela e Australia). Tra le prime famiglie accorse nella ricerca quella dei De Beers segnerà la storia di questi cristalli, finendo per assorbire le altre compagnie e diventando la regina indiscussa del mercato dei diamanti: oggi la società detiene l’ottanta per cento della produzione mondiale. Nel Rinascimento il diamante perde momentaneamente il suo primato, sottrattogli da perle e pietre colorate, ma, dal XVII secolo fino ad oggi, il luminoso minerale ritorna in auge diventando la gemma per antonomasia. In venti secoli sono state prodotte nel mondo ben 230 tonnellate di diamanti e per ottenerli sono state estratte cinque milioni di tonnellate di pietra e roccia.

Caratteristiche tecniche del diamante
   Le caratteristiche che rendono unico un diamante dipendono dalla combinazione delle "quattro C": "cut" (taglio); "clarity" (purezza); "carat weight" (peso, massa); "color" (colore). Più rare sono queste caratteristiche, maggiore è il valore della pietra. Il taglio, unico aspetto inferto dall’uomo, determina la brillantezza e la dispersione della luce. La forma più classica è quella rotonda a cinquantasette facce denominata "brillante" e creata nel 1700 dall’italiano Vincenzo Peruzzi per far sì che la luce riflessa da tutte le superfici fuoriesca dalla parte superiore della gemma. Altri tagli sono quello ovale, a smeraldo, a cuore, a goccia, a marquise e a trapezio, mentre recentemente si stanno affermando tre tagli più moderni: "princess", "radiant" e "barion". La purezza indica la mancanza d’imperfezioni: molti diamanti contengono minuscole tracce di carbonio non cristallizzato o piccoli cristalli di diversa natura. Queste disomogeneità strutturali, dette "inclusioni", sono visibili solo con una lente a dieci ingrandimenti. Meno inclusioni ci sono e più è rara la pietra. Il peso di un diamante si misura in "carati": in passato infatti venivano usati, come unità di misura per pesare pietre preziose, i semi di carrubo. Nel sistema unificato un carato equivale a 200 milligrammi e 100 punti. I diamanti di alta caratura sono però molto rari. Infine il colore. Nell’immaginario collettivo i diamanti sono cristalli trasparenti e incolore, in realtà però queste gemme possono coprire l’intero arco delle tonalità. La colorazione è data dalla presenza di impurità e difetti strutturali, l’assenza totale di colore è quindi molto rara e rende il diamante costoso. Generalmente le variazioni di intensità conferiscono al minerale una sfumatura giallastra (presente soprattutto nelle pietre più grandi), bianca o leggermente colorata. Esistono però anche diamanti inconsueti, detti "fancy" (fantasia), che presentano una colorazione pura molto intensa: rosso, rosa, blu, verde, nero, grigio, giallo scuro oppure un colore misto.

di Roberta Vanore  (articolo pubblicato sulla rivista "Femme Italy - Elegante nell’anima" - anno 1, n. 1 - maggio 2008)


 
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