La sposa Anna Ceruti, una donna sobria, elegante e moderna.

La sposa Anna Ceruti si distingue per lo stile unico, di classe, un inconfondibile sartorialità. Abiti strutturati, con tessuti importanti, ma dall’inconfondibile linea pulita ed elegante. Fondamentale è la ricercatezza del taglio, la qualità dei tessuti, l’estremo gusto nello stile.
Sarte e modellisti, sotto la regia di Anna Ceruti, rendono palpabili i sogni delle spose, facendo sì che ogni capo sia unico nel suo stile.
La specializzazione e l’eleganza di Anna Ceruti si nota anche nella varietà degli accessori, dalla corsetteria alla calzatura, tutti altamente rifiniti.

L’esperienza personale di acquistare un capo Anna Ceruti è talmente unica e magica, che solo vivendola Si può percepire quanto sia vero tutto ciò che qui abbiamo solo descritto.
Il suggerimento per la tempistica è quello di iniziare la ricerca qualche mese prima della data del matrimonio,
affinché si possa avere tutto il tempo necessario per la realizzazione del capo.

Abbiamo intervistato Silvana Ceruti, figlia di Anna, la terza generazione della dinastia Ceruti, Silvana nata e cresciuta tra aghi e fili, pizzi e merletti, abiti e spose, una volta conseguita la laurea in Economia e Commercio ha voluto continuare il lavoro di famiglia.


P.L.
  Da quante generazioni realizzate abiti da sposa?
S.C. Io sono la terza generazione di questa attività nata negli anni  ’60 con mia nonna paterna

P.L. Una tradizione di famiglia dunque. Cosa avrebbe detto a sua figlia se avesse deciso di non continuare la sua attività?
S.C. Mia madre ha sempre sperato che continuassi questo, che da loro è ancora considerato il “mestiere”, ma mi hanno sempre lasciata libera di seguire i miei interessi. Così nonostante una laurea in economia e commercio, alla fine la mia vena creativa e il sangue di famiglia, mi hanno portato a diplomarmi in stilismo e ad entrare nella nostra azienda a pieno regime. I miei figli al momento sono troppo piccoli, ma da madre desidero fortemente che loro seguano le loro passioni, qualsiasi esse siano, da imprenditrice, manager e titolare di Anna Ceruti, vorrei che seguissero le orme di famiglia.

P.L. A quali spose si rivolge Anna Ceruti?
S.C. Non abbiamo un target voluto è pensato, certo che si crea una selezione naturale, data dal nostro stile così sobrio ed elegante, ma anche molto ricercato nei dettagli. La nostra cliente è una donna decisamente moderna, sobria, ma che ama fortemente la moda, nella sua espressione più profonda, quella che hanno sempre voluto dare i più grandi couturier: la classe, la semplicità e la leggerezza.


P.L.
Ci parla delle sue collezioni?
S.C. Le nostre collezioni sono un continuum, non amiamo stravolgerci o stupire con repentini cambi di stili. Le creiamo con passione, amore, seguendo principalmente la nostra immagine. Sono collezioni, fatte con grande sartorialità e peculiari studi modellistici, ma che devono avere non solo grande vestibilità, ma anche ottima resa sia con i tessuti che con i particolari.
Devono essere collezioni per donne che amano lo stile ma anche l’agio di poter indossare un abito con naturalezza

P.L. Cosa hanno in comune i modelli che propone?
S.C. Questo è il punto su cui mia madre, Anna Ceruti, si batte da sempre: sartorialità. Vede, oggi, che esistono solo stilisti e sempre meno sarti e modellisti, tutti si riempono la bocca parlando di tagli, ma io credo che non abbiano ben chiaro il concetto.
Mia madre, la cosa che mi dice da sempre e che mi ha insegnato da subito, è come riconoscere un difetto nell’abito e come correggerlo nel miglior modo. Le assicuro che da noi un abito, se non è perfetto, mia madre non lo fa nemmeno varcare la soglia della stireria.

P.L. Si ricorda qual è stato il primo abito che ha disegnato?
S.C. Sa, noi disegniamo da sempre, siamo nate tra pizzi tessuti merletti..
Io da piccola, ma piccola davvero, ero sempre in negozio, in sartoria, in giro per artigiani del settore.. non è una ricercatezza poetica, io sono davvero cresciuta a pane e abiti da sposa, dopo la scuola mi mettevo li, con la mia nonna, la mamma e le loro sarte, loro lavoravano e anch’’io disegnavo o cucivo o facevo vestitini per le bambole.

P.L. Ci racconta il processo creativo che c’è dietro ogni sua creazione?
S.C. Noi ci consideriamo artigiani, ancora oggi.. Non abbiamo una filiale industrializzata distribuita in una processo a catena, con un magazzino standardizzato, con un prodotto finito suddiviso in 42,44,46. Noi creiamo, con impulso e passione..
Certo è che non ci ispiriamo al settore sposa. Noi attingiamo idee dall’haute couture parigina e dal nostro italianissimo e amatissimo pret a porter .
Magari stiamo guardando un film in bianco e nero, vediamo una spallina o un fiocco, anche un gioiello che ci affascinano, così d’istinto intorno a quel particolare si crea un abito o si impronta il leit motiv di una collezione. Altro protagonista è ovviamente il tessuto, da cui davvero può nascere un mondo creativo e sconfinato.

P.L.  Nelle sue collezioni prevalgono i colori chiari, in particolare il bianco. Ha mai osato con qualche nuance più forte?
S.C. No.. per noi la sposa e’ in bianco, nella sua accezione più tonda, dal bianco seta al bianco latte, però aggiungiamo sempre particolari in nuance pastellate, o tessuti che su base seta variano in fantasie colorate, ma sempre molto tenui e dolci..

P.L.  Chi è la sua sposa ideale?
S.C. Ovvio che quando trovo la donna serena, felice, sorridente e che si lascia consigliare è tutto più semplice, ma non abbiamo una donna di riferimento. Le nostre clienti sono tutte spose che ci lasciano un ricordo meraviglioso e un bel contatto umano, pur essendo un campione alquanto eterogeneo

P.L.  Quanto tempo prima del matrimonio occorre contattare il suo Atelier?
S.C. Non amiamo mettere fretta, certo che un 4 o 5 mesi prima, permettono alla nostra sartoria di lavorare con più calma.

P.L.  Ha mai pensato di proporre una linea da sposo?
S.C. No, anche quello è un settore di estrema sartorialità, un lavoro totalmente diverso dalla sposa, lasciamo fare ai professionisti il proprio mestiere.

P.L.  Secondo la sua esperienza, con che criterio avviene generalmente la scelta dell’abito da parte di una sposa?
S.C. Inizialmente è il sogno, poi c’è l’impulso dato dal marketing e poi il compromesso di queste due componenti e quello che ti sta realmente bene e che senti tuo alla prima prova.

P.L.  Quanto contano gli accessori?
S.C. Moltissimo, ma anche questi devono essere sapientemente scelti e abbinati, mai strafare, l’abito da sposa è già un protagonista importante.

P.L. Qual è l’ultima moda del momento?
S.C. La prego, non ci parli di moda.. noi siamo le persone che meno la seguono, e poi questo a parer mio è un momento orrendo della moda. Sa qual’e’ la nostra moda? Mantenere un alto stile di semplicità ed eleganza, proprio come ci hanno insegnato i grandi sarti del passato, da Chanel, Givenchy, Dior, Yves Saint Laurent,Valentino..

P.L.  Ultimamente è sempre più diffusa la tendenza di affiancare all’abito nuziale un secondo abito, per il ricevimento. Cosa ne pensa?
S.C. E’ un’idea carina, fresca e comoda.. sicuramente impegnativa sotto il punto di vista economico, non fondamentale. Insomma, chi può permetterselo ha un vantaggio di stile e confort, ma chi rimane fedele per tutta la cerimonia al proprio amatissimo e UNICO abito da sposa fa la mossa più sensata.

P.L.  Il velo è passato di moda secondo lei?
S.C. Guardi, personalmente io, che non spingo o insisto mai con le clienti, come del resto tutto lo staff Anna Ceruti, sul velo sono irremovibile: lo consiglio a tutte, ma a  tutte le donne che si sposano.. E’ davvero un tocco di favola.. Ovvio che poi una cliente segue il suo istinto, ma almeno glielo faccio provare, il velo si mette davvero una volta sola nella vita!

P.L.  C’è una persona in particolare a cui le piacerebbe vedere indossare un suo abito?
S.C. Ogni nostra cliente per noi e’ importante e ogni nostra cliente è grande fonte di soddisfazione, mi creda, tutte, dalle amiche, alle ragazze comuni, al personaggio noto, hanno lo stesso trattamento, che cerchiamo e crediamo di rendere ai massimi livelli. Ogni sposa che varca la chiesa è la nostra immagine che si concretizza e quell’immagine deve essere di gioia, serenità, ma anche di grande impatto visivo.
Certo che se mi avessero commissionato l’abito di Kate Middleton…

P.L.  Un consiglio utile per le nostre lettrici che si avvicinano alle nozze.
S.C. Di lasciarsi consigliare e di seguire i propri sogni e desideri. Se loro mettono quelli, noi pensiamo al resto.

Intervista rilasciata per il vecchio portale ma che abbiamo voluto riscrivere per la memoria. Per maggiori info, contattaci.

Autore dell'articolo: Redazione

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