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Parola d’ordine, schiena dritta: stop alle pressioni sul calendario milanese delle sfilate. Ma da settembre. La moda doveva (quasi) toccare il fondo per risalire: prossimamente è annunciato addirittura un «conclave» dei marchi-big, per decidere un calendario intoccabile.
Per ora, cioè per le sfilate di fine febbraio, è stato scongiurato il calendario bonsai, cioè i paventati tre giorni, riuscendo a far risalire a quattro le date importanti grazie alla buona volontà di Fendi e Prada, che hanno anticipato le loro passerelle. Ma dalla prossima stagione tutto sarà diverso, con almeno «cinque giornate irrinunciabilmente forti» ha detto il presidente della Camera Nazionale della Moda, Mario Boselli, aggiungendo che «non è solo una promessa, penso di poterlo garantire». Presentando Milano Moda Donna, che inizierà il 24 febbraio, ieri Boselli ha spiegato che, in vista di settembre, verrà organizzato «un conclave» «chiusi in una stanza, si uscirà solo a calendario fatto». Due ipotesi: la prima di 7 giorni con il primo e l’ultimo giorno dedicati ai giovani e stranieri (come accade a Parigi). La seconda, che piace ad Armani vedrebbe una sorta di staffetta tra i grandi marchi che, ogni stagione, si avvicenderebbero per aprire in modo forte il calendario. Si comincia dunque la maratona mercoledì 24 con Elena Mirò, giovedì tocca a Coveri, Blugirl, Krizia, Fendi e Prada. Ma è con venerdì, sabato e domenica che il calendario impazzisce come la maionese arrivando fino a una ventina di sfilate, senza contare le presentazioni. Un delirio per gli addetti ai lavori e per il traffico. Sul fronte eventi culturali, la chicca è Il mistero dello stile, la mostra, curata e organizzata dal Museo Ferragamo e dal suo direttore, si aprirà alla Triennale il 28 e farà luce sul mito di Greta Garbo oltre il cinema, facendo luce sul suo rapporto con la moda.
Intesa raggiunta alla Gianni Versace e scongiurato il licenziamento di 178 lavoratori in esubero. L’accordo siglato ieri al ministero del Lavoro, prevede la cassa integrazione straordinaria di 24 mesi per riorganizzazione delle attività produttive, a partire dal primo marzo, per le sedi di Milano e Novara, che occupano 254 e 132 dipendenti. Per Burago Molgora, dove lavorano 62 addetti, si conferma la cessazione dell’unità produttiva. Tutta colpa della crisi economica: per il 2009 Gianni Versace Spa ha stimato un calo del fatturato del 25%.
Fonte: ultimenotizie.tv
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